Incuriosita dai commenti entusiastici letti nei vari blog e forum cileni su questa teleserie degli anni ’80 e approfittando dell’opportunità offerta da TVN che ha cominciato a pubblicare sulla sua pagina YT le puntate, altrimenti introvabili, di questa storia ho iniziato la visione di Marta a las 8.
E subito ne sono stata conquistata, direi sin dalla prima
puntata.
La sigla è splendida, nonostante la sua semplicità e la “malinconia”,
o forse è splendida proprio per questo.
Marta racconta la storia di una domestica arrivata nella
grande città, Santiago, dalla campagna con una valigia di sogni e speranze. A
questo punto si potrebbe pensare alla classica trama in cui la povera cameriera
si innamora del ricco padrone e viene ostacolata dalla perfida moglie di lui,
fino a quando si scopre che la povera ragazza è una ricca ereditiera sottratta alla
nascita al suo destino di serenità.
Niente di più sbagliato, qui il padrone neanche c’è e la
padrona è una donna tutta dedita al suo lavoro, che vede in Marta una
collaboratrice affidabile e leale.
Cristobal, il padrone della casa in cui si svolgono le
vicende, è in Australia e tra poco invierà i biglietti perché lo possano
raggiungere la moglie Ana Maria (Consuelo Holzapfel) e la figlia Marcela (Javiera
Parada), una dolce bambina di 10 anni.
Nei piani di Cristobal non c’è la possibilità di portare
nella terra dei canguri anche Marta (interpretata da Sonia Viveros, attrice tra
le più amate dai cileni). Ma un po’ per il forte legame che unisce Marcela a
Marta (in più di un’occasione tutti i protagonisti della storia, da Marta fino
alla stessa Ana Maria) ammettono che Marcela è più figlia di Marta che della
madre biologica, un po’ perché Ana Maria non vuole rinunciare alla sua
indipendenza lavorativa e senza Marta non saprebbe come gestire una casa da
sola, viene comprato il biglietto anche per Marta.
Ma…il destino riserva molte sorprese, la prima è il ritorno
di René (Luis Alarcòn), marito di Marta, con cui sono sposati da molti anni, ma
hanno vissuto realmente insieme solo per tre anni, subito dopo venuta a
conoscenza dei piani di furto ai danni della famiglia vicina, Marta denuncia
René alla polizia e così il marito finisce in carcere, da cui esce pochi giorni
prima della partenza della moglie per l’Australia.
Inoltre Ana Maria è attratta da un collega di lavoro, con
cui inevitabilmente finisce per legarsi in una storia che diventa sempre più
importante, tanto da spingerla a considerare la possibilità di non partire.
Insomma una storia semplice, lineare e senza grandi colpi di
scena, forse proprio la normale quotidianità, fatta di episodi comuni, è il
punto di forza di questa storia, che con i suoi dialoghi semplici ma diretti
raggiunge l’obiettivo di conquistare l’attenzione di chi la guarda.
La protagonista non è una giovane e bella ragazza, ma una
donna trascurata, semplice, comune, una donna che si incontra per le strade
ogni giorno. Straordinaria la capacità di Sonia Viveros di rendere alla
perfezione l’immagine della donna ingenua e un po’ ignorante, eppure leale e
onesta, venuta dalla campagna: tutto contribuisce a rendere il suo personaggio
perfetto, dall’accento fortemente marcato alla pettinatura, al modo di
camminare….piccoli accorgimenti che se da un lato non riescono a nascondere la
sua bellezza raffinata dall’altro esaltano la bravura di questa attrice.
Dal punto di vista psicologico Marta è una donna che non
chiede molto alla vita, si accontenta di quello che ha, all’amica Filomena che
le dice di farsi una vita tutta sua, dice tranquillamente che lei ha la sua
Marcela, che è come se fosse figlia sua e che non vuole più sapere nulla del
marito René. In effetti la sua indifferenza e rassegnazione colpiscono lo
spettatore, anche se fin da subito si fa il tifo per Lautaro, detto Taro, il
giardiniere della casa accanto, un uomo semplice e ingenuo, che le fa la corte
in maniera discreta.
Tanti sono i personaggi descritti in questa storia, che
ruota tutta intorno alla figura di Marta, e tutti ben delineati, a cominciare
dalle amiche di Marta: Filomena, una donna che apre un ristorante con quello
che tutti credono sia il figlioccio, ma è in realtà il suo amante (più giovane
di lei, cosa che la rende sempre gelosa) e Amneris, una simpatica zitella
appassionata di opera e musica lirica, all’amica di Ana Maria, Chepa, che
rappresenta tutto ciò che Ana Maria non è: ha lasciato il lavoro per dedicarsi
esclusivamente alla famiglia ed è la perfetta donna di casa.
Insomma una storia tutta al femminile che riserverà molte
sorprese, credo e spero, nelle poche puntate che la compongono (circa 23
puntate da 50 minuti).
Mi è piaciuta talmente che sono certa meriterà ancora la mia
attenzione su questo blog.

