domenica 17 luglio 2016

Marta a las 8



Incuriosita dai commenti entusiastici letti nei vari blog e forum cileni su questa teleserie degli anni ’80 e approfittando dell’opportunità offerta da TVN che ha cominciato a pubblicare sulla sua pagina YT le puntate, altrimenti introvabili, di questa storia ho iniziato la visione di Marta a las 8.
E subito ne sono stata conquistata, direi sin dalla prima puntata.
La sigla è splendida, nonostante la sua semplicità e la “malinconia”, o forse è splendida proprio per questo.


Marta racconta la storia di una domestica arrivata nella grande città, Santiago, dalla campagna con una valigia di sogni e speranze. A questo punto si potrebbe pensare alla classica trama in cui la povera cameriera si innamora del ricco padrone e viene ostacolata dalla perfida moglie di lui, fino a quando si scopre che la povera ragazza è una ricca ereditiera sottratta alla nascita al suo destino di serenità.
Niente di più sbagliato, qui il padrone neanche c’è e la padrona è una donna tutta dedita al suo lavoro, che vede in Marta una collaboratrice affidabile e leale.
Cristobal, il padrone della casa in cui si svolgono le vicende, è in Australia e tra poco invierà i biglietti perché lo possano raggiungere la moglie Ana Maria (Consuelo Holzapfel) e la figlia Marcela (Javiera Parada), una dolce bambina di 10 anni.
Nei piani di Cristobal non c’è la possibilità di portare nella terra dei canguri anche Marta (interpretata da Sonia Viveros, attrice tra le più amate dai cileni). Ma un po’ per il forte legame che unisce Marcela a Marta (in più di un’occasione tutti i protagonisti della storia, da Marta fino alla stessa Ana Maria) ammettono che Marcela è più figlia di Marta che della madre biologica, un po’ perché Ana Maria non vuole rinunciare alla sua indipendenza lavorativa e senza Marta non saprebbe come gestire una casa da sola, viene comprato il biglietto anche per Marta.
Ma…il destino riserva molte sorprese, la prima è il ritorno di René (Luis Alarcòn), marito di Marta, con cui sono sposati da molti anni, ma hanno vissuto realmente insieme solo per tre anni, subito dopo venuta a conoscenza dei piani di furto ai danni della famiglia vicina, Marta denuncia René alla polizia e così il marito finisce in carcere, da cui esce pochi giorni prima della partenza della moglie per l’Australia.
Inoltre Ana Maria è attratta da un collega di lavoro, con cui inevitabilmente finisce per legarsi in una storia che diventa sempre più importante, tanto da spingerla a considerare la possibilità di non partire.
Insomma una storia semplice, lineare e senza grandi colpi di scena, forse proprio la normale quotidianità, fatta di episodi comuni, è il punto di forza di questa storia, che con i suoi dialoghi semplici ma diretti raggiunge l’obiettivo di conquistare l’attenzione di chi la guarda.
La protagonista non è una giovane e bella ragazza, ma una donna trascurata, semplice, comune, una donna che si incontra per le strade ogni giorno. Straordinaria la capacità di Sonia Viveros di rendere alla perfezione l’immagine della donna ingenua e un po’ ignorante, eppure leale e onesta, venuta dalla campagna: tutto contribuisce a rendere il suo personaggio perfetto, dall’accento fortemente marcato alla pettinatura, al modo di camminare….piccoli accorgimenti che se da un lato non riescono a nascondere la sua bellezza raffinata dall’altro esaltano la bravura di questa attrice.


Dal punto di vista psicologico Marta è una donna che non chiede molto alla vita, si accontenta di quello che ha, all’amica Filomena che le dice di farsi una vita tutta sua, dice tranquillamente che lei ha la sua Marcela, che è come se fosse figlia sua e che non vuole più sapere nulla del marito René. In effetti la sua indifferenza e rassegnazione colpiscono lo spettatore, anche se fin da subito si fa il tifo per Lautaro, detto Taro, il giardiniere della casa accanto, un uomo semplice e ingenuo, che le fa la corte in maniera discreta.
Tanti sono i personaggi descritti in questa storia, che ruota tutta intorno alla figura di Marta, e tutti ben delineati, a cominciare dalle amiche di Marta: Filomena, una donna che apre un ristorante con quello che tutti credono sia il figlioccio, ma è in realtà il suo amante (più giovane di lei, cosa che la rende sempre gelosa) e Amneris, una simpatica zitella appassionata di opera e musica lirica, all’amica di Ana Maria, Chepa, che rappresenta tutto ciò che Ana Maria non è: ha lasciato il lavoro per dedicarsi esclusivamente alla famiglia ed è la perfetta donna di casa.
Insomma una storia tutta al femminile che riserverà molte sorprese, credo e spero, nelle poche puntate che la compongono (circa 23 puntate da 50 minuti).

Mi è piaciuta talmente che sono certa meriterà ancora la mia attenzione su questo blog.



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