Questa la trama (contiene spoiler, non legga chi non li ama)
Victoria, umile ragazza del villaggio di Paracuaro, sembra dare un calcio ad un'inaspettata fortuna: rifiuta il giovane, ricco e onesto figlio di una delle famiglie più in vista e rispettate del paese, preferendogli un affascinante forestiero senza arte né parte che le ha rubato il cuore. La sua vita che inizialmente scorre felice, allietata dalla nascita dei figli, subisce un brusco cambiamento con la "pazzia" improvvisa del marito, ricoverato e torturato in una clinica psichiatrica. Abbandonata da tutti gli abitanti del villaggio, decide di trasferirsi a Ciudad Juarez, portando con sé i figli: dalla primogenita Virginia, matura ed equilibrata, all'ultimo nato, che tutti chiamano affettuosamente Albertito.
Pur se a malincuore, Victoria si vedrà costretta a lasciare il figlio più piccolo in un istituto di carità: El tribunal, dove a poco a poco la solitudine di Alberto finirà per accrescersi, a causa delle sempre meno frequenti visite della madre e delle evidenti ingiustizie che subirà. Seguiamo così le vicende di Alberto che diventa un ragazzino sempre più sensibile e ingenuo; ma anche idealista e appassionato di musica, grazie ad un saggio e simpatico vecchietto, Juanito, che rappresenta per lui il padre e il nonno che non ha potuto avere, e che gli trasmette il gusto per il canto e la musica.
Così, a circa 15 anni, Alberto decide di scappare e cercare il suo destino: in una girandola di avventure che lo porterà a vendere panini per strada, a cantare in un coro gospel diretto da un pastore americano, a esibirsi in alcuni locali di Ciudad Juarez, all'esperienza ingiusta e umiliante del carcere, a incidere il primo disco, ad andare in Venezuela come la voce emergente giovane del Messico, a conoscere la realtà spesso difficile dell'ambiente lavorativo delle case discografiche, a cantare al Teatro della Bellas Artes pieno di un pubblico in delirio per lui....dove dedica tutto se stesso, la sua musica, il suo talento, il suo amore alla madre, che gli appare come un dolce ricordo, unica ad ascolatarlo in quel teatro immenso.
Critica: Hasta que te conocì, pur non presentando il classico formato di una telenovela, è una telenovela a tutti gli effetti, nei suoi ingredienti base e nel modo di mescolarli. Le sue 13 puntate sono un condensato di amori, amicizie, ingiustizie, grandi ideali, sconfitte e riscatti.
Tutti gli attori sono stati perfetti in questa storia: ripercorrendo un arco di tempo piuttosto lungo dagli anni '50 agli anni '80, alcuni personaggi sono stati interpretati da vari attori. Tra tutti hanno spiccato le attrici che hanno interpretato Victoria e Virginia, in ruoli perfetti e ben studiati. Ad interpretare la mamma da giovane è stata la bella e talentuosa Claudia Pineda, e poi la Victoria adulta è stata interpretata da Dolores Heredia, che merita un applauso per la credibilità che ha dato al suo personaggio così vero e drammatico, quello di una donna delusa dalla vita e incapace di mostrare l'affetto che provava per quel figlio così piccolo e sfortunato. Ad interpretare la giovane Virginia è stata Geraldine Galvàn e poi Damayanti Quintanar. entrambe le attrici hanno trasmesso la dolcezza e l'intensità del loro personaggio, uno dei più positivi di tutta la storia, ma non l'unico.
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| Dolores Heredia è Victoria |
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| Virginia (Damayanti Quintanar) insieme ad Alberto |
Accanto agli attori principali Hasta que te conocì ci ha mostrato, infatti, anche una serie di bravissimi attori che hanno fatto da comprimari e lasciato comunque il segno: è il caso di Andrés Palacios (in Italia visto in Mientras haya vida e Cielo Rojo) nel ruolo di Daniel Mijares, amico fraterno di Alberto; Anettte Michel (in Italia vista in Se busca un hombre) come Ofelia de Puentes, la moglie del direttore del carcere in cui è rinchiuso Alberto; Veronica Langer è Micaela, la direttrice della struttura per minori in cui vive Alberto da bambino; Iràn Castillo come Maria Romero, amica di famiglia di Alberto; Gabriela Roel (in Italia apprezzata in Io non credo agli uomini e più recentemente in Vivir a dstiempo) è Brigida, la nonna di Alberto; Veronica Merchant (famosa in Italia per i ruoli in Cuore selvaggio, Alondra e Vivir a destiempo) è Esperanza McCulley, una donna che apprezza il talento di Alberto e lo aiuta come una seconda madre tra tante difficoltà. Insomma una costellazione di attori di prima grandezza che hanno permesso di risplendere ancora di più agli attori principali.
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| Andrés Palacios è Daniel Mijares |
Dei 5 attori che hanno interpretato Alberto i più piccoli Noek Yoali (Alberto a 3 anni), Ricardo Zertuche (Alberto a 5 anni), Matias del Castillo (Alberto a 8 anni) hanno lasciato il segno per la loro tenerezza e spontaneità. Alejandro Felipe Flores (Alberto a 13 anni) ha dato maggior spessore all'Alberto adolescente. Superata la fase da bambino cantilenante (chi non lo ricorda come Frijolito in Amarte asì o come il figlio di Manuel e Matilde in Amor real?) , il giovane ormai diciottenne ci ha regalato un'interpretazione davvero convincente. Carlos Yorvick è Alberto a partire dai 17 anni, quando inizia a muovere i primi passi nel mondo della musica come Adàn Luna. Anche questo attore ha saputo dare un'impronta personale e intima a questo personaggio.
Infine Julian Roman è l'attore colombiano nato nel 19777 che interpreta Alberto da adulto, fino a quando non diventerà per tutti Juan Gabriel. L'attore è riuscito a interpretare con bravura e delicatezza questo personaggio che accompagna tutta la storia con il suo viaggio mentre racconta al maestro Magallanes i momenti fondamentali della sua vita. Sin dalla prima puntata infatti Julian Roman appare come Juan Gabriel mentre concede un'intervista dialogo, raccontando i suoi dolori, la sua personale sofferenza e in generale la sua "filosofia di vita".
Un'altra scelta narrativa interessante è stata quella di presentare e chiudere ogni puntata con le stesse scene: le scene che all'inizio creavano curiosità e mistero, poi, ripresentate alla fine, svelavano sotto una luce nuova il loro reale significato.
Ovviamente la musica l'ha fatta da protagonista, e non poteva essere altrimenti: in ogni puntata tre, quattro canzoni cantate magistralmente da voci impeccabili, con virtuosismi vocali e profondi significati che univano le parole alle immagini, arricchendosi reciprocamente, in un meraviglioso mondo poetico e musicale. Quando in carcere scoprono il talento canoro di Alberto, non manca occasione in cui non venga invitato a cantare, anche senza musica di accompagnamento: eppure, come per miracolo, la canzone si arricchisce di una splendida colonna musicale. All'inizio questo mi sembrava un po' strano, ma a ben pensarci, nulla di più naturale: la canzone e la poesia delle parole sono in grado di trascinarti in un mondo meraviglioso in cui la realtà quasi si trasfigura, perdendo la sua materialità per condurre in un mondo nuovo, quasi impalpabile.
Del resto questo succede ogni volta che Alberto canta, da bambino quando per guadagnare qualche soldo fa il lustrascarpe o vendendo da ragazzino panini per strada, la sua musica incanta e inebria.
Oppure quando Juanito, il suo maestro, scopre il suo talento nel comporre testi e lo accompagna al violino in quella che sarà la prima canzone, dedicata ad un uccellino, ucciso con cattiveria dai bambini dell'istituto: La muerte del palomo.
Uno dei tempi centrali, anzi il tema centrale, è il rapporto tra Alberto e la madre Victoria, a cui si aggiunge anche quello con la sorella Virginia. Alberto ha sempre sofferto per il mancato affetto della madre, a fronte delle amorevoli cure di Virginia, tanto che anche lui, come tutti i telespettatori, ha dubitato di essere il figlio di Virginia e non di Victoria. C'è una scena in cui capisce definitivamente e senza dubbio che non è così: il dolore con cui ammette e riconosce questa verità è toccante. Nel corso della sua adolescenza, inoltre, Alberto incontra Esperanza (la Merchant) che lo prende sotto la sua ala protettiva come una seconda mamma. Quando, per aiutarlo nella sua carriera musicale, visto che è ancora minorenne, Esperanza gli confessa di aver parlato con la sua vera mamma che ha deciso di darlo in adozione, per Alberto è un nuovo dolore e un'ennesima delusione.
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| Victoria e Virginia con in braccio il piccolo Alberto |
Alberto, nonostante ormai famoso, cerca l'affetto della madre
Insomma Hasta que te conocì è una bella storia da seguire, la consiglio vivamente a chi ama la buona musica, le storie semplici ma toccanti, i sentimenti profondi e a chi vuol scoprire qualcosa di più su questo cantante messicano che ha lasciato un segno indelebile nella musica del '900.
Juan Gabriel ha seguito ed appoggiato tutte le scelte artistiche di questa serie tv, inoltre Hasta que te conocì è stata emessa in Messico dal 18 aprile al 4 luglio del 2016. Juan Gabriel muore il 28 agosto del 2016 a Santa Monica, in California, durante una tournée musicale: oltre alle sue meravigliose canzoni, Hasta que te conocì appare come un testamento culturale e umano del grande artista e uomo, che con coraggio ha saputo trasformare il suo personale dolore in arte poetica universale.
Per chi volesse conoscere meglio Juan Gabriel, propongo di cominciare da questo video, che è anche il finale della serie tv: la forza interpretativa ed emotiva della canzone forse più famosa dell'artista messicano, Hasta que te conocì, non può lasciare indifferenti.













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